Sono molte e diverse fra loro le esperienze che hanno formato nel tempo l'artista di oggi, tutte accomunate dal desiderio di raccontarsi attraverso le note, scoprendo e svelando ogni loro sfumatura.

Alex Bioli è da sempre inebriato da un'innata passione per la musica e il palcoscenico che decide di coltivare dedicandosi, dalla fine degli anni ottanta, agli studi di sassofono, canto e teatro: frequenta corsi presso istituti professionali, prende lezioni private e partecipa a stages di perfezionamento.

Nel 1991 vince il premio Rino Gaetano classificandosi al primo posto nella selezione dei nuovi artisti. Negli stessi anni inizia la sua carriera di sassofonista.

Esordisce come turnista nell'ambito della musica pop. Questa esperienza lo porta a girare il mondo, a conoscere i grandi palcoscenici, ad apparire in tv, a vivere la vita con il sax sulla spalla e la valigia in mano.

Si consolida la sua consapevolezza che solo le note siano in grado di regalare le più grandi emozioni.

L'amore per la musica jazz arriva qualche anno più tardi, ma è folgorante. Lo porta ad abbandonare l'attività di turnista e compositori come Chet Baker e Miles Davis diventano il suo pane quotidiano. Intensifica gli studi jazz, collabora con numerosi musicisti e si esibisce con performance live in club e festival jazz.

DISCHI:

Circle trip, il pirmo lavoro uscito nel 2010, vede la ricerca delle sonorità attraverso gli inediti, assieme ad una cover di Felisatti, un noto brano cantato da Mina ('Ancora ancora ancora') arrangiato in una nuova veste e un inedito del compianto Stefano Cerri, "Stand", brano eseguito live in Rai per il premio Rino Gaetano.

Alex bioli live al Milestone Jazz club di Piacenza, disco di standard americani, con una nuova formazione rispetto a Circle Trip.

Birth of life, disco dalle sonorità moderne, scritto a due mani con Fabrizio Baldoni, presenta solo composizioni inedite, dal lounge al brasilian.

Nonchalanche, un quartetto completamente rinnovato, con 5 brani inediti e una rivisitazione in chiave swing di "Bix", estratto dal precedente "Birth of Life".

Live at Melo Jazz Club di Gallarate, registrato durante la rassegna "jazz appeal" con la formazione di Nonchalance, presenta tutti standard e un arrangiamento di "Estate" di Bruno Martino.

Orange, ultimo lavoro in uscita a settembre 2015. Con brani inediti e una rivisitazione di "Cris", composto da Alex Bioli e già pubblicato su "Circle Trip", il disco vede come ospite d'eccezione Chiara Bottelli alla voce e al violino, con la quale scrive il testo del brano "Fingi di Si".

Il jazz di Alex Bioli è moderno, dalle molteplici sfumature, palpitante, pieno di grinta e soprattutto di idee. Il suo sax, dal suono caldo e profondo ma allo stesso tempo graffiante, sprigiona energia, trascina e seduce.



"Alex Bioli, un sorriso che riempie la scena e la vita di chi lo incontra, un entusiasmo coinvolgente per il jazz e per il suo lavoro, è un musicista a tuttotondo, che oggi vive il jazz come unica missione e obiettivo professionale, ma che nel suo lungo percorso formativo è passato da mille sfaccettature che la musica offre a chi la ama e la segue.

Suonando e lavorando con tanti artisti e produttori di conclamato successo e di diversa estrazione, ha forgiato il suo pensiero artistico sulla necessità di comunicare con la musica, arrivare a più persone possibile, non per il successo fine a se stesso, ma per condividere la parte più coinvolgente della creatività, che è la partecipazione collettiva ad un rito magico.

Alex oggi, dopo più di 20 anni che si dedica con totale dedizione al jazz, pare aver trovato la formula magica per il suo viaggio musicale: la freschezza di un neofita, la solidità dell'esperienza, la curiosità verso nuove espressioni, la generosità di condividere con grandi musicisti ogni passo che fa, la voglia di divertire.

Certo è proprio la voglia di divertire che rende speciale l' Alex Bioli Project.

Alex è un sassofonista jazz di grande talento, che usa la sua tecnica e il suo suono meraviglioso per ammaliare e coinvolgere, mai per dimostrazioni muscolari di abilità, ma con lo spirito dell'entertainer che vuole offrire ballads inedite e temi immortali nel rispetto totale dello spirito di chi le ha composte: rivive, nel Alex Bioli Project, un modo di suonare il jazz di quando il jazz ha riempito il mondo di melodie indimenticabili, diventando di dominio pubblico, di critici musicali competenti e semplici appassionati di musica bella.

ORANGE, l'ultima fatica discografica di Alex Bioli è un po' la sintesi di tutto questo: i temi inediti sembrano usciti dalle pagine senza tempo della storia del jazz, sempre a fuoco e senza fronzoli esecutivi, per regalare le composizioni nel modo più efficace a chi ascolta (nei concerti ci sarà sempre modo per ampliare le variazioni sui temi); i musicisti con cui ha condiviso il progetto sono anch'essi l'espressione di questo modo di vedere la musica, nel senso della fruibilità oltreché della perizia esecutiva; la voglia di sperimentare e di trovare nuovi stimoli passa attraverso la scelta di Alex di dare, in questo album e nei concerti da cui ha tratto ispirazione, grande spazio e risalto ad una giovane artista, violinista e cantante, che unisce la delicatezza della sua voce alla inaspettata espressività del violino jazz, che trova nella fusione con il suono caldo del sax di Alex, una grande originalità timbrica.
Chiara Bottelli è l'artista/violinista in questione, e ancora una volta Alex Bioli dà prova di grande generosità condividendo la scena e le luci della ribalta senza il timore di lasciare spazio e visibilità, esattamente come fa ogni sera con i grandi musicisti che lo accompagnano sul palco: ognuno di loro è sempre in primo piano (Alex non è mai una primadonna) è parte della ricchezza artistica che vuole donare al suo pubblico; l'unica richiesta è sempre solo quella di condividere la sfrenata passione per la musica jazz e la consapevolezza di avere una grande fortuna ogni volta che riparte un concerto, sapendo di iniziare un rito magico che sarà sempre diverso da quello precedente ma ugualmente intenso nell'interazione col pubblico, che sarà ogni sera la variabile per costruire assoli, atmosfere e vibrazioni nell'unico obbiettivo di rendere omaggio al jazz immortale.
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Fabrizio Baldoni




Sassofono Tenore Selmer Mark VI
Bocchino "Frank Broadus anni 50 ebanite"
Ance Rigotti gold 4
Sassofono Soprano Selmer Super Action III
Bocchino "Selmer Soloist anni 50 ebanite"


Sassofono Contralto Selmer Super
Action 80 series II
Bocchino Dukoff metal
Ance Rico Royal 2.5 / Rico
Select jazz 3
Impianto Bose L1 model II, microfono DPA